Usura

Può accadere che necessitando di una somma di denaro superiore alle proprie disponibilita' finanziarie, si sia costretti a contrarre un prestito il cui tasso di interesse raggiunga un costo reale elevatissimo tale da rendere impossibile l'estinzione del debito. Generalmente questa situazione si verifica nel caso in cui il singolo (nucleo familiare ,imprenditore, commerciante, ecc...), vedendosi rifiutare la concessione del prestito da parte della banca, decida di percorrere altre vie per raggiungere in modo piu' rapido la disponibilita' del denaro di cui necessita.
Le forme di usura sono sostanzialmente due: quella praticata da società finanziarie e quella praticata dai cosidetti "strozzini".
Nel primo caso viene stipulato un contratto scritto nel quale il costo reale del prestito (dato dalla somma dei tassi di interesse, delle spese di commissione, ecc...) puo' essere del 30 - 40 - 70%
Nel secondo caso non vi e' stipulazione di contratto scritto e l'usuraio, a garanzia del prestito concesso, pretende il rilascio di assegni in bianco, di cambiali, ecc... imponendo tassi di interesse mensili che possono raggiungere un costo annuo anche del 500%
Lo "strozzino" si presenta sempre come il "salvatore" rispetto alla banca che oppone difficolta' e chiede garanzie impossibili.
Difficilmente pero' il debito viene estinto, dato il rapido moltiplicarsi degli interessi richiesti, per cui spesso si e' costretti a contrarre altri prestiti o a coinvolgere altre persone della famiglia per offrire garanzie di solvibilita', generando in tal modo un circolo vizioso dal quale diviene praticamente impossibile uscire.
All'usura sono strettamente connessi il ricatto, l'estorsione, le minacce.
Non di rado lo strozzinaggio e' gestito dalla malavita, che costringe l'usurato a svendere la propria attivita' produttiva o commerciale o a perdere completamente i beni mobili e immobili di cui disponeva.
Pertanto si può considerare come usura la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile, spingendo perciò il debitore ad accettare condizioni capestro poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita a un prezzo particolarmente vantaggioso per il compratore di un bene di proprietà del debitore, oppure spingendo il creditore a compiere atti illeciti ai danni del debitore per indurlo a pagare.
Quanto al tasso d'interesse, per capire se è usuraio o meno bisogna confrontarlo con il tasso stabilito periodicamente dalla Banca d'Italia, che appunto indica dei valori minimi e massimi entro i quali variano i tassi di interesse (il tasso di sconto è l'interesse minimo al quale le banche prestano denaro, e l'UIC è costituito presso la Banca Centrale) e superati i quali un tasso deve definirsi appunto usuraio.