Tutela Giudiziaria e Accesso alla Giustizia

Quando si parla di "accesso alla giustizia" si intende il diritto di tutti i cittadini di ricorrere ad un'azione giudiziale nell'intento di tutelare i propri diritti ed i legittimi interessi. Tale diritto e' riconosciuto dalla Costituzione italiana all'art. 24.
Per quanto riguarda i diritti dei consumatori, a partire dagli anni '90 sono state emanate alcune leggi che tutelano esplicitamente gli interessi del consumatore in ambiti diversi: fabbricazione, pubblicizzazione, etichettatura dei prodotti presenti sul mercato, pubblicità ingannevole, modalità di vendita, credito al consumo, ecc...
A tutela di questi diritti il Codice del Consumo attribuisce alle Associazioni dei consumatori la legittimazione a poter far valere in giudizio gli interessi collettivi mediante un'azione "inibitoria" che però non offre la possibilità al consumatore di aspirare ad un risarcimento del danno, ma solo la possibilità che il giudice con il provvedimento "inibisca" ossia ordini al professionista di cessare la propria condotta.
Pertanto se il consumatore vorrà ottenere il risarcimento del danno dovrà agire individualmente ricorrendo al giudice oppure ricorrendo a strumenti di ADR quali ad esempio la conciliazione o l'arbitrato. In questo secondo caso si tratterà di una procedura non giurisdizionale, mentre nel primo caso sarà giurisdizionale e si distinguerà a seconda dell'organo competente.
Il sistema giurisdizionale italiano si fonda su una principale e generale distinzione in processo civile, processo penale e processo amministrativo. La differenza è data dalle diverse materie di competenza che spettano a ciascun giudice, e comporta anche conseguenze differenti sulla procedura che si applica nonché sulla natura delle sanzioni irrogate.