Ombudsman Bancario

Nel caso in cui insorga una controversia con la banca, il consumatore, oltre a potersi rivolgere direttamente all'associazione dei consumatori per richiedere una conciliazione, può rivolgersi ad un apposito organismo, l'Ombudsman bancario, istituito nel 1993 dall'Associazione Bancaria Italiana, proprio al fine di tentare la risoluzione stragiudiziale e gratuita delle controversie bancarie.
Per far ciò è necessario che il consumatore abbia preventivamente presentato reclamo scritto presso l'ufficio reclami della banca. Solo qualora la banca non fornisca risposta al cliente o non accolga in tutto o in parte il reclamo o in ogni caso il consumatore non si ritenga soddisfatto, potrà presentarsi ricorso all'Ombudsman.
Le controversie devono riguardare questioni quantificabili in un valore non superiore a € 50.000,00 per ricorsi su operazioni successive al 1° gennaio 2006 mentre è di € 10.000,00 (per operazioni anteriori al 2006) e non devono essere già state sottoposte all'esame dell'autorità giudiziaria o di un collegio arbitrale.
L'Ombudsman deve decidere sul reclamo entro 90 giorni dalla ricezione del medesimo. La decisione dell'Ombudsman è comunicata alle parti mediante lettera raccomandata ed è vincolante solo per la banca.
Se la banca, riconosciuta responsabile dall'Ombudsman, non ottempera a quanto deciso, l'Ombudsman può imporre alla banca un termine entro cui provvedere, decorso il quale può disporre la diffusione dell'inadempienza a mezzo stampa a spese della banca stessa. In ogni caso il consumatore ha comunque sempre diritto a investire della controversia l'autorità giudiziaria o un collegio arbitrale.