Mediazione nelle controversie civili e commerciali

Nel marzo del 2010 con il d. lgs n.28, il legislatore ha introdotto la c.d. mediazione nelle controversie civili e commerciali, dando attuazione all’articolo 60 della legge 18 giugno 2009 con il quale si delegava il Governo in materia di mediazione civile e commerciale, al fine di introdurre meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle liti idonei ad alleggerire il carico giudiziario.
Il decreto è entrato in vigore il 20 marzo 2010, mentre l’art.5 (che in determinate materie rende la mediazione condizione di procedibilità per la domanda giudiziale) entrerà in vigore il 20 marzo 2011.
Il decreto rivoluziona il sistema processuale italiano in quanto con esso, al fine appunto di deflazionare il contenzioso, si inserisce – nelle materie che in pratica costituiscono oggetto quotidiano di controversia (cfr. art. 5) – una tappa obbligatoria ante giudiziaria in cui si istaura il procedimento di mediazione.
Nello specifico sono stati previsti, essenzialmente, tre tipi di mediazione:
- facoltativa: viene liberamente scelta dalle parti;
- obbligatoria: (entra in vigore marzo 2011) imposta dalla legge nei casi di controversie relative a:
• condominio;
• diritti reali;
• divisione;
• successioni ereditarie;
• patti di famiglia;
• locazione;
• comodato;
• affitto di azienda;
• risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;
• risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità;
• contratti assicurativi, bancari e finanziari;
- giudiziale: è il giudice (in qualunque momento purché prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa) che invita le parti a ricorrere alla mediazione.
Ricorrere al procedimento di mediazione in alcuni casi sarà quindi inevitabile (perché in alcune materie è obbligatorio) e in tanti altri sarà consigliabile in quanto sarà preferibile accettare la mediazione piuttosto che correre il rischio che il giudice condanni ulteriormente la parte che poi risulti soccombente con sentenza dal medesimo tenore della mediazione come previsto nel nuovo decreto. Inoltre così la controversia si chiude massimo in 4 mesi a fronte degli anni che sono necessari per concludere un processo civile con la precisazione che il verbale di mediazione costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale quindi ha la stessa forza appunto di una sentenza.
Sono poi previste una serie di agevolazioni fiscali per chi vi ricorre e tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo e' inoltre esente dall'imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l'imposta e' dovuta per la parte eccedente.