Estetica

Negli ultimi anni si è visto come la ricerca del benessere si è tradotta in una domanda alla quale il mercato ha risposto con un'offerta sempre più variegata di trattamenti forniti dai diversi operatori: piccoli centri estetici, palestre, solarium, club, beauty farm, SPA (centri che operano essenzialmente con l'acqua), istituti termali, istituti per il dimagrimento, per la medicina e la chirurgia estetica, e così via.
Le rilevazioni statistiche, nel monitorare il numero di persone che almeno una volta al mese si recano dal parrucchiere, dall'estetista o fruiscono di attività di massaggio o di sauna, hanno evidenziato la crescente cura per l'aspetto esteriore, con un aumento - sia per gli uomini che per le donne - della frequentazione mensile dei centri estetici dal 32,5% del 2000 al 38,5% del 2006.
Questa attenzione per il benessere fisico non conosce limiti legati all'età, accomunando i giovani, gli adulti e, non ultimi, gli anziani: le aspirazioni di sentirsi "più belli" e mantenersi in forma (anche a dispetto degli anni) sono aspirazioni ovvie e universali, che inducono molti di noi a investimenti di tempo e di denaro: investimenti occasionali o continuativi, a volte minimi a volte consistenti, comunque sempre più usuali tra le modalità di impiego del tempo libero a nostra disposizione.
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E' sempre importante tenere presente che i rapporti attraverso i quali il pubblico fruisce di questi servizi nascono da contratti, stipulati da due soggetti - il cliente e l'operatore del benessere (il cliente e l'estetista, il cliente e la palestra, ecc.) - che di norma assumono rispettivamente i panni del consumatore e del professionista. Da ciò deriva che le problematiche che possono riguardare questi rapporti trovano soluzione nella disciplina del contratto contenuta nel Codice civile e nella normativa che regola le attività di mercato rivolte ai consumatori e che è raccolta nel Codice del consumo (decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206 e s.m.i.).