Credito al consumo

Se il consumatore decide di acquistare un bene o un servizio ma non dispone delle sufficienti risorse finanziarie può decidere di pagare a rate oppure ricorrere ad un finanziamento.
Tradizionalmente è la Banca ovvero altra società finanziaria a concedere un finanziamento: tuttavia si sono sviluppate delle nuove possibilità, come quella di poter rivolgersi direttamente al venditore per ottenere un finanziamento utile all'acquisto.
Il venditore stesso, in forza di un accordo previamente raggiunto con un soggetto finanziatore, provvederà a "istruire la pratica" per la richiesta del finanziamento informando l'acquirente sulle modalità di rimborso del prestito. Dunque, il consumatore, di fatto, non avrà alcun contatto diretto con il finanziatore, limitandosi semplicemente a dover rispettare le indicazioni fornitegli dal venditore. E' questo ciò che viene definito "credito al consumo" che è appunto un'operazione funzionalmente caratterizzata dalla destinazione di un credito ad un determinato scopo che, nella specie, deve consistere nell'uso personale di un bene di consumo.
Per tutelare il consumatore anche in questo caso si prevedono una serie di regole come quelle inerenti l'obbligo di trasparenza che si manifesta nella correttezza e completezza dei messaggi pubblicitari di tali operazioni (art. 123 t.u.b.) oppure in materia di diritto di recesso del consumatore contemplato dal comma 2 dell'art. 125 t.u.b. O ancora, le cautele con le quali è consentito al soggetto finanziatore l'esercizio del c.d. jus variandi, ossia la facoltà di modificare le condizioni di contratto unilateralmente. Il codice del consumo disciplina il credito al consumo agli artt. 40-43, in particolare statuendo all'art. 42 che nei casi di inadempimento del fornitore di beni e servizi, il consumatore può agire contro il finanziatore (dopo aver messo in mora il fornitore) entro il valore del credito concesso purché ci sia un accordo di esclusiva tra finanziatore e fornitore, esattamente come i vecchi commi 4 e 5° dell'art 125 del TUF. Al sesto comma dell'art. 67 poi si prevede che l'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore determina la risoluzione di diritto dell'eventuale contratto di finanziamento collegato al contratto di fornitura.
Nel 2008 inoltre è stata approvata la direttiva 2008/48/ce che sancisce una serie di obblighi per gli istituti di credito relativi all'informazione da fornire ai consumatori, tanto nella fase della pubblicità che nella fase precontrattuale, al fine di agevolare la ricerca dell'offerta più conveniente. La direttiva mira ad assicurare un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, a migliorare la chiarezza legislativa in questo settore, fondendo insieme le tre direttive esistenti in materia di credito ai consumatori.