Clausole vessatorie

Il nostro legislatore ha, da tempo, previsto strumenti giuridici agili e condizioni generali di contratto già predisposte in moduli o formulari, per sviluppare l'attività imprenditoriale, volendo così permettere alle imprese di accellerare i tempi della conclusione dei contratti, i quali tuttavia proprio perchè unilateralmente predisposti da parte del professionista, senza che vi sia una vera e propria trattativa con il consumatore, possono contenere le c.d. clausole vessatorie, che violano, tra i tanti diritti, quello alla correttezza, trasparenza ed equità contrattuale sancito dall'art. 2 del Codice del consumo.
Si considerano vessatorie le clausole che prevedono, a favore di chi le ha predisposte e sottoposte alla controparte per la sottoscrizione, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto, facoltà di sospendere l'esecuzione del contratto; e a sfavore di chi le ha sottoscritte, termini di decadenza, limiti alla facoltà di opporre eccezioni o restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi.
Nel caso in cui ci si riferisce a un contratto stipulato tra professionista e consumatore (art. 33 e seguenti cod. consumo) che ha per oggetto la cessione di beni o la prestazione di servizi, si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
Ad ulteriore titolo esemplificativo, sono vessatorie le clausole che prevedono a carico del cliente inadempiente o in ritardo nell'adempimento l'applicazione di penali eccessivamente gravose; ovvero le clausole che fissino un foro competente per eventuali controversie in un luogo diverso da quello di residenza o domicilio del consumatore stesso; o che consentano al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto; ovvero di aumentare il prezzo del bene o del servizio senza prevedere che il consumatore possa recedere se il prezzo finale e' eccessivamente elevato rispetto a quello originariamente convenuto.
Si deve prestare attenzione alla distinzione, tutt'ora vigente anche nel codice del consumo, tra clausole in ogni caso vessatorie, sebbene oggetto di trattativa e/o di sottoscrizione da parte del consumatore, e clausole la cui abusività/vessatorietà e, dunque la conseguente nullità, sono escluse dall'intervenuta trattativa tra le parti sullo specifico punto, com'è ad esempio ove la clausola sia stata modificata rispetto all'originaria formulazione datane dal professionista che l'ha predisposta, ovvero sia stata mantenuta nell'originaria stesura a prezzo della modifica, in senso migliorativo per il consumatore, di altre regole contrattuali, specialmente relative al prezzo.