Glossario del consumatore

In questa sezione trovate una lista dei principali termini utilizzati nel sito accompagnati da una breve descrizione del significato e del campo di utilizzo.
Il glossario è in fase di continuo aggiornamento. Potete eventualmente suggerire l’inserimento di nuovi termini riguardanti il tema del consumerismo scrivendo a sardegnaconsumatore@regione.sardegna.it

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Danno alla salute
Si definisce danno alla salute la lesione del diritto alla salute o all’integrità fisica determinata dal fatto di un terzo.
Decisione commerciale
La decisione presa da un consumatore relativa a se acquistare o meno un prodotto, in che modo farlo e a quali condizioni, se pagare integralmente o parzialmente, se tenere un prodotto o disfarsene o se esercitare un diritto contrattuale in relazione al prodotto. Tale decisione può portare il consumatore a compiere un'azione o all'astenersi dal compierla.
Denominazione del prodotto alimentare
Nome con il quale si identifica l'alimento posto in commercio e al contempo lo si differenzia da altri prodotti. E' “legale” nel caso in cui siano state emanate disposizioni di legge che consentano, in presenza di determinate caratteristiche, di associare un determinato nome a un determinato prodotto. In mancanza di tali regole, si dovrà ricorrere alla “denominazione merceologica”, vale a dire alla dicitura diffusasi in via consuetudinaria. In mancanza anche di tali usi o consuetudini si dovrà predisporre una vera “descrizione del prodotto”, accompagnata da tutte le informazioni che ne rendano possibile l'identificazione, ponendo l'acquirente al riparo da possibili confusioni. La “denominazione di vendita”, infine, è il nome attribuito al prodotto nello Stato di produzione e conservato, ove ammesso, nel diverso Paese di distribuzione. Sinonimi: denominazione di vendita, denominazione legale, denominazione merceologica, descrizione del prodotto
Dieta Macrobiotica
Regime alimentare conforme ai principi della Macrobiotica, ritenuto da tale filosofia necessario al raggiungimento del benessere fisico, psichico e spirituale dell'individuo. I cibi vengono suddivisi tra i due “opposti complementari” che rappresentano le energie Yin (cibi dal sapore acido, amaro, aromatico o particolarmente dolce, dotati di una maggior percentuale di potassio. Polo estremo: lo zucchero) e Yang (cibi poco acidi, dolci o piccanti, dal gusto salato e maggiormente ricchi di sodio. Polo estremo: il sale). Tali alimenti devono essere correttamente combinati e preparati. La cottura, in particolare, esalta l'energia Yang, a patto però che sia regolata dai cicli stagionali. E' escluso il consumo di alimenti di origine animale (compresi uova, latte e suoi derivati) e i prodotti che abbiano subito processi di trasformazione chimica o industriale, in quanto ritenuti in grado di alterare gli equilibri energetici della materia. Tra gli alimenti ammessi: cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta, verdura, condimenti naturali (ex: sale marino integrale, salsa di soia, oli spremuti a freddo).
Difetto di conformità
Il “difetto di conformità” consiste in un’anomalia materiale del bene che ne pregiudichi l’idoneità a realizzare le funzioni per le quali è stato acquistato, purchè sussistente al momento della consegna o manifestatasi entro sei mesi da essa. Il Codice del consumo, oltre a stabilire che il venditore è obbligato a consegnare all’acquirente beni conformi al contratto (art. 129, 1° comma), all'art. 129 precisa che il bene venduto deve ritenersi non conforme al contratto allorquando: - risulti privo dei requisiti minimi necessari per assolvere all’uso cui sono destinati beni dello stesso tipo, ovvero dei caratteri richiesti per l’uso particolare, noto al professionista, al quale il consumatore intendeva destinare la cosa oggetto del suo acquisto (art. 129, comma 2, n. 1 e 4); - pur essendo dotato dei suddetti requisiti strutturali minimi, non presenti le qualità che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, considerata la natura della cosa, le specifiche promesse del venditore o le dichiarazioni pubblicitarie rese dallo stesso venditore, dal produttore o dai loro ausiliari (art. 129, comma 2, n. 2 e 3); - presenti difetti che dipendono dalla imperfetta installazione o montaggio del prodotto eseguiti dal medesimo venditore, ovvero dalla scarsezza delle istruzioni fornite al compratore sulla installazione o montaggio del bene, se il professionista si era obbligato a installare o a montare il bene o a fornire adeguate istruzioni al compratore affinchè vi provvedesse personalmente (art. 129, comma 5). Non sono considerate difformità - e dunque il venditore non deve risponderne - i difetti del bene che derivano dai materiali e dalle istruzioni fornite al professionista dallo stesso consumatore e le anomalie di cui il compratore era a conoscenza al momento della conclusione del contratto o che potevano comunque essere da lui rilevate con la normale diligenza. La nozione di difetto di conformità è espressamente utilizzata solo per i contratti del consumatore (ovvero quelli conclusi tra un consumatore e un professionista). In essa confluiscono tutti i difetti materiali del bene che nel codice civile, ai fini della garanzia legale della vendita (esclusa quella a consumatore, ma compresa quella tra due consumatori o tra due professionisti) sono denominati vizi e mancanza di qualità (secondo la maggior parte degli interpreti vi rientra anche l'aliud pro alio, ovvero la consegna di cosa diversa). Sinonimi: aliud pro alio, anomalia della cosa venduta, difetto materiale, mancanza di qualità, vizi
Diligenza professionale
Il normale grado della specifica competenza ed attenzione che ragionevolmente i consumatori attendono da un professionista nei loro confronti rispetto ai principi generali di correttezza e di buona fede nel settore di attività del professionista.
Distributore
E' denominato distributore qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione, la cui attività non incida sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti.
DOC
Marchio nazionale di origine che indica la “Denominazione d’Origine Controllata”. E' la certificazione che può essere apposta a vini di alta qualità, originari di determinate aree geografiche, richiamate nell'etichetta. L'origine riguarda, in particolare, l’uva utilizzata per la produzione del vino, necessariamente coltivata nell’area territoriale indicata.
DOCG
Marchio di origine che indica la “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”. Certificazione nazionale riservata ai vini che, già DOC da almeno un quinquennio,vengano giudicati di qualità superiore in applicazione di determinati parametri.
DOP
Marchio di origine, il DOP indica la “Denominazione d’Origine Protetta”. Certifica ufficialmente l’esistenza di un collegamento tra le qualità del prodotto ed il territorio di produzione, che presenta irripetibili caratteristiche naturali e ove si utilizzano determinate metodologie di produzione.