Domanda: 

Sono appena tornata da una vacanza terribile, che non augurerei al mio peggior nemico. Sono più stanca di quando son partita e più nervosa che mai. Mi sono recata in Tunisia con mio marito, in un posto descritto come un paradiso, ma che in realtà si è rivelato essere un vero inferno. Siamo stati trattati malissimo, lasciati soli in mezzo a distese di rifiuti, ingannati dalle guide turistiche, abbiamo mangiato male e ci siamo sentiti poco bene per quasi tutta la settimana di vacanza. La stanza d'albergo era sporca, i servizi promessi erano tutti a pagamento e non avevamo nessuno a cui rivolgerci sul posto. Rivoglio tutto quello che ho speso ed anche di più, perchè questa vacanza ha deluso le mie aspettative, ho perso i pochi giorni di ferie  residue e la mia ultima occasione di riposo per quest'anno. Ora riprendere il lavoro sarà più faticoso che mai.
Esiste una tutela per casi come il mio?

 
Risposta: 

Le vacanze sono momenti funzionalmente destinati al riposo psico- fisico, dal cui mancato godimento possono derivare disagio e stress, nonché una minore produttività al momento della ripresa della vita quotidiana. La vacanza concorre a migliorare la qualità della vita, pertanto è corretto domandarsi se, nel caso di mancata o inesatta attuazione del contratto di viaggio debbano essere risarciti al turista i soli danni patrimoniali o anche il nocumento causato dalla perdita di un occasione di svago e relax.
Con l’espressione “danno da vacanza rovinata” si intende proprio tale tipo di disagio. Esso rappresenta l’unico caso di danno non patrimoniale da inadempimento ( cioè da inattuazione del contratto) per il quale sia stato testualmente previsto il risarcimento. Il risarcimento del danno non patrimoniale viene preferibilmente riconosciuto dai giudici in virtù del combinato disposto degli artt. 2059 c.c. e 13 della Convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio. L’art. 2059, dispone che “il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge” e, visto che l'art. 13 della citata Convenzione Internazionale prevede questo tipo di danno, esso risulterà risarcibile.
L'art. 2059 c.c. si estende a presidio di qualsiasi diritto dell'individuo riconosciuto dalla costituzione. Il diritto alla vacanza è oggi riconosciuto come rientrante nell'ambito del diritto alla salute di cui all’art. 32 Cost. ed è, per questo, ancor più tutelato.