Domanda: 

La mia casella di posta elettronica è intasata da messaggi commerciali indesiderati e molesti da me non sollecitati, questa pratica è corretta? Come posso tutelarmi?

 
Risposta: 

Uno dei più diffusi canali pubblicitari telematici è l’invio di informazioni commerciali attraverso la posta elettronica. Questo strumento particolarmente efficace e a basso costo per l’imprenditore ha però dei risvolti negativi, il più rilevante è il c.d “spamming”, ovvero l’invio in maniera indiscriminata di un numero elevatissimo di messaggi commerciali indesiderati. L’articolo 130 del Codice della Privacy -Comunicazioni indesiderate- nell’ includere esplicitamente la posta elettronica tra le comunicazioni elettroniche effettuate al fine dell’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, impone la regola della necessità di consenso espresso e preventivo dell’interessato. Vi è una deroga nel caso in cui il titolare del trattamento utilizzi, ai fini della vendita di prodotti o della prestazione di servizi, le coordinate di posta elettronica fornite dall’interessato qualora i servizi siano analoghi a quelli della vendita, e l’interessato, sufficientemente informato, non rifiuti tale trattamento di dati inizialmente o in occasione di successive comunicazioni. E’ fatta salva, in ogni caso, la possibilità, sia al momento della raccolta dei dati, sia in occasione dell’invio di ogni comunicazione, di opporsi in ogni momento a tale uso. La tutela è sia di carattere amministrativo, mediante proposizione di reclamo, (artt. 143 Codice della Privacy) sia di carattere penale (articolo 167 Codice della Privacy).
Si suggeriscono, a tal proposito, alcune azioni da evitare quali aprire o rispondere alle e-mail di spam, registrare il proprio indirizzo mail in liste anti-spam, cliccare sui link all'interno delle mail di spam. Infine si consiglia di dotarsi di un buon filtro anti-spam.