Domanda: 

Ho acconsentito a sottopormi ad un intervento chirugico, che, per la verità, io stesso ho richiesto. Essendo tuttavia particolarmente costoso e non strettamente necessario, ho cambiato idea e non voglio più essere operato. Vado incontro a qualche responsabilità o sanzione?

 
Risposta: 

Il consenso all’atto medico, pur avendo una rilevanza anche contrattuale, risultando indispensabile alla conclusione del contratto di cura (art. 2229 c.c.), è in ogni momento unilateralmente e liberamente revocabile, senza neppure necessitare di giustificazioni o giuste cause, per la particolarità degli interessi coinvolti.
Il soggetto che abbia un ripensamento è, dunque, libero di comunicarlo senza temere alcuna conseguenza negativa.