Zona Franca in Sardegna: l'ultimo treno per lo sviluppo.

di: Viviana.Frau - Adiconsum - 10.01.2013
 

In quest'ultimo periodo si parla tanto, e non a torto,  di attuazione della zona franca in Sardegna. Ma cosa è la zona franca e quali benefici può portare ai sardi e alla Sardegna.

Con il termine zona franca si intende un'area, geograficamente o amministrativamente definita, al cui interno le attività produttive sono assoggettate ad un regime particolare in materia doganale e fiscale. Si tratta, in pratica, di un’area di fiscalità di vantaggio.


Perché la zona franca. L’istituzione della zona franca comporta uno sgravio dei costi a carico delle imprese e, pertanto, uno sviluppo degli investimenti a favore dell’intera comunità. In particolare, all’interno di una zona franca possono essere assenti o ridotte le tariffe doganali, applicati incentivi fiscali, deregolamentazioni contrattuali e contributive. Non graverebbero, sia sui consumatori che sulle imprese, oneri per dazi doganali, Iva e accise.
Attualmente sono presenti zone franche in gran parte dei Paesi del mondo, Europa e Stati Uniti compresi. Esistono diverse tipologie di zone franche, differenti a seconda delle caratteristiche e necessità dell’area in cui sono state create. In ogni caso, la zona franca nasce con l’intento di favorire l’emersione dell’imprenditoria locale ed attrarre capitali dall’esterno. Il risultato è quello di una riqualificazione della regione sia in termini di sviluppo economico che tecnologico e scientifico.
Per quanto riguarda la Comunità Europea, il regolamento che ha introdotto i Codici Doganali Comunitari (Reg. CEE 2913/92), ancora in vigore, prevede che gli Stati Membri possono destinare alcune parti del territorio a zona franca.


Zona franca in Sardegna. Lo Statuto speciale della Regione Sardegna, introdotto con la Legge Costituzionale n. 3 del 1948, all’articolo 12  prevede “Saranno istituiti nella Regione punti franchi”.
Abbiamo però dovuto attendere il 1998 perché venissero istituite, con decreto legislativo, le Zone Franche nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax.

Negli ultimi mesi altri Comuni hanno espresso la volontà di  usufruire  degli stessi vantaggi e molti  hanno già provveduto a deliberare l’istituzione della zona franca nel proprio territorio. E’ il caso, per citarne alcuni, di Oristano, Carbonia, Santa Giusta, Oliena, Portuscuso e Ittiri. Ma l’intento rimane quello di realizzare un’unica zona franca estesa a tutta la Sardegna.


Prospettive future. Il 24 giugno 2013 entrerà in vigore il nuovo Codice Doganale Comunitario il quale, in virtù di quanto stabilito dal trattato di Lisbona, fa divieto di istituire  nuove zone franche, in quanto considerate aiuti di stato distorsivi del mercato. Per la Sardegna, potrebbe trattarsi dell’ultima occasione per uscire dalla crisi, creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione.
Questo spiega la necessità di sensibilizzare sulla questione sia i cittadini che le Istituzioni pubbliche, affinché venga realizzata al più presto una zona franca che comprenda tutta l’Isola.

I sardi sono disposti a perdere questa opportunità?