Tutela per i prodotti sardi

di: Emanuela.Filia - Federconsumatori - 15.03.2011
 

In termini di sicurezza alimentare è fondamentale per la salute che i prodotti alimentari siano ‘tracciabili’ e ‘rintracciabili’. La tracciabilità consente di seguire il processo produttivo dalla materia prima all’alimento finito; la rintracciabilità permette di seguire l’iter dell’alimento, da quando finisce sulla nostra tavola a quando nasce. E tutto questo è deducibile dalle etichette sulle confezioni o dai codici stampati. Il regolamento comunitario 178/2002 dell’Unione europea, impone ai produttori di alimenti di realizzare un sistema di rintracciabilità dei prodotti dall’origine alla vendita.
Frutta, verdura, formaggi, ma anche mangimi,sementi, prodotti fitofarmaceutici dovranno avere una sorta di ‘carta di identità’, mentre per alcuni alimenti quali carne, pesce, latte, uova,olio e passata di pomodoro è già una realtà. La carne bovina è stata tra i primi alimenti ad avere una carta di identità. L’etichetta della carne deve riportare il codice di identificazione degli animali, il paese di nascita e di macellazione. Le uova devono avere un codice sul guscio che riporta la cifra che si riferisce alla modalità di allevamento della gallina ,la nazionalità 'IT' per l’Italia, tre numeri che indicano il comune dove ha sede l’allevamento, la provenienza geografica con la sigla della provincia, e tre numeri che identificano l’allevamento.
Per quanto riguarda il latte, la dicitura 'latte fresco pastorizzato' non è utilizzabile per il prodotto microfiltrato, che anzi dovrà evidenziare in etichetta il trattamento. Per il miele, l’etichetta deve riportare il paese in cui è stato raccolto. Per l’olio, sulle bottiglie deve essere indicato il luogo di coltivazione e di molitura delle olive. Non si potrà più etichettare come 'extravergine' l’olio ottenuto dalla spremitura di olive di origine straniera. Per la ‘Passata di pomodoro’, infine, la denominazione è riservata solo ai prodotti ottenuti da termini di sicurezza alimentare.
La legge appena approvata dal Consiglio regionale per sostenere e incentivare il consumo dei prodotti sardi , deve favorire il consumo di prodotti locali a filiera corta nella ristorazione collettiva al fine di rieducare il gusto dei consumatori ed invogliarla ad acquistare i prodotti sardi. Accorciando le filiere ed eliminando gli intermediari si abbattono i costi legati al trasporto dei prodotti e si abbattono sia i costi che incidono sul prezzo finale che quelli sociali causati dall’inquinamento. Rilanciare l’economia locale permette di abbattere il caro vita e si favorisce il consumo di prodotti piu’ genuini.