Sky: recupero credito aggressivo

di: Angela Piras - Federconsumatori - 29.06.2013
 

L’azienda Sky Italia S.r.l. prosegue nella sua aggressiva campagna di recupero coattivo del credito. Una pratica che va avanti ormai da diversi mesi, come dimostrano le continue segnalazioni effettuate dai consumatori.  

Spiccano tra tutti i problemi legati a richieste di disdetta effettuate dagli utenti e non prese in considerazione dalla famosa pay tv. Un atteggiamento denunciato più volte dalle associazioni dei consumatori all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in quanto pratica commerciale scorretta. Nonostante infatti le legittime e regolari richieste di recesso, la società ha spesso proseguito nell’emettere fatturazione, anche per diversi mesi. Da qui sono scaturiti i provvedimenti sanzionatori dell’Antitrust.  

A ciò si aggiungono intimazioni di pagamento effettuate da società di recupero crediti, incaricate a riscuotere presunte somme vantate da Sky Italia S.r.l. Sono all’ordine del giorno telefonate e sms intimidatori, effettuati nel quotidiano a orari inaccettabili, e che hanno il solo scopo di spingere il consumatore a pagare importi spesso non dovuti. Nella maggior parte dei casi, anche in presenza di contestazioni da parte degli utenti, tali società non sono in grado di fornire delle risposte nel merito delle problematiche evidenziate, e Sky Italia S.r.l. risponde di rado alle comunicazioni inviate.

Oltre a tali comportamenti e comunicazioni, nelle ultime settimane è emerso anche un nuovo e rilevante aspetto, che ha creato un certo allarmismo. Si tratta della trasmissione ai consumatori di atti di citazione, cui però non segue la relativa iscrizione a ruolo. Altro fatto rilevante di tali atti è la richiesta di comparizione dinanzi a un giudice diverso da quello territorialmente competente.  

Come riconosciuto infatti anche dal Codice del consumo, costituisce clausola vessatoria stabilire quale sede del foro competente per le controversie, una località diversa da quella di residenza del consumatore. Il foro di competenza è quindi sempre quello del consumatore, in quanto parte debole del rapporto contrattuale. 

In caso di ricezione di solleciti di pagamento o atti di citazione, il consiglio è rivolgersi al più presto alle associazioni dei consumatori, al fine di ricevere tempestiva assistenza e tutela per la soluzione della controversia in atto.