Sistemi di Informazione Creditizia

di: silvia.paschi - Federconsumatori - 03.05.2013
 

I sistemi di informazione creditizie (Sic), attraverso delle banche dati, conservano le notizie relative alle "abitudini di pagamento"  dei consumatori e delle aziende. Sono ovviamente dei dati sensibili che permettono agli istituti che erogano il credito di valutare gli eventuali rischi. Quella ufficiale è tenuta presso la Banca d’Italia, si chiama centrale rischi (CR) e segue le disposizioni impartite dall’autorità garante della riservatezza. L’attenzione delle associazioni dei consumatori non si sofferma su quest’ultima, ma sulle varie banche dati private che, stravolgendo gli impegni presi con i consumatori, operano una costante violazione della privacy dei nominativi tracciati. La più famosa di tali società private si chiama CRIF (Eurisc) ed è una società che ha sede a Bologna, e che vanta al suo interno l’iscrizione di circa 50 milioni di nominativi. Tralasciando l’annosa discussione sulla necessità di  schedare i consumatori o le aziende che hanno incontrato delle difficoltà nel corso della restituzione del debito, marchiandoli come cattivi pagatori, è opportuno che tali società operino secondo la normativa vigente esercitando la cancellazione dei dati dopo un tempo ragionevole, secondo quanto disposto dal garante sulla privacy. Invece sono sempre più frequenti le segnalazioni dei consumatori che, a distanza di anni dal ritardo del pagamento di una o più rate, si vedono respingere, senza motivo, le richieste di finanziamento dalle società creditizie.  Questi problemi giungono a causa della mancata cancellazione da parte delle banche e finanziarie, dei nominativi negli archivi in barba alla normativa che prescrive tempi certi.

 

Ricapitoliamo quali  devono essere  i tempi di conservazione dei dati nelle SIC:

1.       Richieste di finanziamento: 6 mesi se l’istituto lo richiede o un mese della richiesta o rinuncia della stessa.

2.       Ritardo di pagamento fino a due mesi poi sanato: 12 mesi dalla regolarizzazione a patto che poi l’andamento del credito sia regolare

3.       Ritardi maggiori sanati con transazione: 24 mesi dalla regolarizzazione a patto che poi l’andamento del credito sia regolare

4.       Gravi inadempienze (sofferenza, morosità): 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale o dalla data dell’ultimo aggiornamento.

5.       Rapporti regolari senza eventi negativi: 36 mesi dalla data di estinzione del finanziamento.

 

Qualora vi rendiate conto che questi termini non sono stati rispettati, è un vostro diritto sapere quale è stato il motivo della segnalazione e, in base alla risposta chiederne immediatamente la cancellazione, se non sono stati rispettati i tempi previsti dal garante della privacy. Nel caso occorre mandare una comunicazione per mezzo di una raccomandata alla banca o finanziaria che vi ha segnalato intimandogli immediatamente la cancellazione dagli archivi.  Le associazioni dei consumatori presenti sul territorio sono a vostra disposizione per darvi ulteriori chiarimenti e una mano d’aiuto per completare questo iter decisamente tortuoso.