SALDI 2013: consigli per l'uso

di: giorgio.vargiu - Adiconsum - 02.01.2013
 

È ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi quando ormai è sotto gli occhi di tutti come, sempre di più tra “promozioni”, “liquidazioni” e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo.

È il tempo di aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato e che i commercianti si misurino per la loro capacità imprenditoriale e non per normative di protezione varate decine di anni fa.

Le Associazioni del settore Commercio sanno benissimo che i commercianti effettuano sconti durante tutto l’anno, arrivando ad inventare anche la “stagione sommersa dei pre-saldi” che si consuma durante le settimane precedenti i saldi ufficiali.

È il meccanismo attraverso il quale “sotterraneamente”, attraverso telefonate, sms e mail si avvertono i clienti affezionati che i saldi per loro iniziano prima e che possono quindi acquistare, molti giorni prima, i capi in saldo (spesso i migliori) che certamente non saranno a disposizione di tutti i consumatori quando ufficialmente si aprirà la stagione dei saldi in quella città.

Alcune Associazioni dei Consumatori lanciano un appello all’Assessore Regionale CRISPONI, affinchè convochi un tavolo di confronto con le Associazioni del Commercio e con le Associazioni dei Consumatori più rappresentative, finalizzato alla progressiva liberalizzazione del periodo dei saldi. A tutela dei consumatori, ma anche dei commercianti seri che non usano sotterfugi o concorrenza sleale.

I consigli per gli acquisti:

      Con i saldi la legge consente la vendita della sola merce di fine stagione: fai attenzione a quei negozi con molta merce, è vietato vendere fondi di magazzino o partite di merce acquisite per l’occasione.

      La merce in saldo deve essere separata dalla merce non in saldo: diffida dei negozi che espongono articoli a prezzi scontati accanto ad altri articoli a prezzo normale. Non di rado le vetrine sono allestite volutamente in maniera poco chiara non rispettando la legge.

      Etichette: diffida dei negozi che non espongono il prezzo iniziale, la percentuale di sconto, il prezzo scontato così come prevede la legge.

      Scelta dei capi da acquistare: prima dell’inizio dei saldi è bene fare un giro per i negozi per “individuare” i capi di abbigliamento che si intende acquistare e annotarsi il prezzo esposto.

      Conserva lo scontrino fiscale: è la dimostrazione che quel determinato bene è stato acquistato da quel commerciante in quel determinato giorno.

      Difetto di conformità: il prodotto che si acquista deve essere conforme all’uso convenuto; della mancata conformità del bene ne risponde il commerciante finale. Esempio: se un capo di abbigliamento riporta in etichetta la dicitura “cotone 100%” e non risulta veritiera, la legge tutela il consumatore obbligando il venditore a:

- ripristinare la conformità con la sostituzione;

- oppure con la riduzione del prezzo;

- o ancora con la restituzione del prezzo.

Il consumatore ha comunque due anni per accorgersi del difetto di conformità del bene acquistato e due mesi di tempo dalla sua scoperta per denunciare il difetto.

    Privilegia i negozi conosciuti: vi è maggior certezza di acquistare articoli in saldo e non fondi di magazzino.

     Attento ai messaggi ingannevoli: la pubblicita’ e i manifesti sulle vetrine devono contenere informazioni reali per i clienti, controllare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio.

   Il periodo dei saldi non fa venir meno i diritti dei consumatori: si ha diritto di pagare con il bancomat, con la carta di credito o in assegno se queste forme di pagamento venivano accettate dal commerciante nella restante parte dell’anno o se è indicato da una vetrofania; si ha diritto rimisurare la merce che si intende acquistare se ciò avveniva nella restante parte dell’anno; si ha diritto alla sostituzione dei prodotti difettosi.

 Qualora il commerciante non rispetti queste regole o si rifiuti di cambiare un articolo difettoso o non voglia restituirti i soldi, rivolgiti alla Polizia Municipale e segnala il caso alle sedi territoriali delle Associazioni dei Consumatori), al gruppo Facebook “SOS SALDI” e al portale Sardegna Consumatore (www.sardegnaconsumatore.it).