Ritardo treni, il rimborso è sempre dovuto

di: Andrea Falchi - Adoc - 27.11.2013
 
Il 26 settembre scorso nella causa C-509/11, la Corte di Giustizia UE ha stabilito che “il trasportatore non può invocare le norme del diritto internazionale che lo esonerano, in caso di forza maggiore, dal risarcimento del danno causato da un ritardo, per sottrarsi all'obbligo del rimborso. In sostanza la Corte ha sancito il diritto dei viaggiatori ad ottenere il rimborso del prezzo in caso di significativo ritardo, anche quando questo sia dovuto a cause di forza maggiori quali scioperi o maltempo. La pronuncia dei giudici di Lussemburgo è conseguenza del ricorso proposto da un viaggiatore nei confronti della compagnia di trasporto ferroviaria austriaca ÖBB-Personenverkehr AG a cui era stato imposto di eliminare tra le clausole del contratto di viaggio l'ipotesi di mancato indennizzo per cause di forza maggiore. La Corte Europea è stata chiara nel ribadire che “ un'impresa ferroviaria non può inserire nelle proprie condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dall'obbligo d'indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo causato da forza maggiore” in quanto ciò non è previsto dal regolamento internazionale. Questo perché l'indennizzo ha la finalità “di compensare il prezzo pagato dal passeggero come corrispettivo per un servizio che non è stato eseguito conformemente al contratto di trasporto” Pertanto in caso di ritardo notevole anche se per cause esterne alla volontà del trasportatore, nei confronti del viaggiatore è previsto un indennizzo che va dal 25% del prezzo per ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, e al 50% nel caso di ritardo di 120 minuti o superiore. Questo perché l'indennizzo ha la finalità “di compensare il prezzo pagato dal passeggero come corrispettivo per un servizio che non è stato eseguito conformemente al contratto di trasporto”