Maternità e interdizione

di: Emanuela.Filia - Federconsumatori - 29.03.2011
 

L'accertamento sulla maternità a rischio effettuato dalla Asl, costiutendo un giudizio di carattere tecnico, è vincolante per la direzione provinciale del lavoro (dpl) che deve emettere il provvedimento di interdizione anticipata o posticipata al lavoro. A precisarlo è il Ministero del Lavoro nella nota protocollo n.6165/2011. L'interdizione al lavoro è possibile in caso di gravi complicanze della gravidanza o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; in condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e nell'impossibilità di spostamento della lavoratrice ad altre mansioni. L'interdizione può anche essere disposta senza accertamento medico, d'ufficio o su istanza della lavoratrice, quando nel corso dell'attività di vigilanza la dpl constati l'esistenza di condizioni che danno luogo all'astensione.