Le carte revolving: pro e contro

di: federica.deplano - Adoc - 25.08.2013
 
Se una banca dovesse offrirci un prestito a tassi di interesse del 20%, di certo la prima cosa che faremmo sarebbe denunciare tale comportamento alle associazioni di consumatori o direttamente alla Banca d'Italia. Se seguissimo la seconda strada e presentassimo le nostre rimostranze presso gli uffici della Banca d'Italia probabilmente potremmo sentir loro rispondere che quell'interesse è più che lecito. Vi state chiedendo se di colpo è lecito un tasso ai limiti dell'usura? Non è così. Il caso che si è sopra citato si riferisce infatti alla soglia di usura prevista dalla Banca d'Italia – gli ultimi dati del 2° semestre 2013 prevedono addirittura come soglia il 25,190 per prestiti fino a 5000 euro su base annua – è anche se desta non poche perplessità, la soglia pare essere ricompresa entro i limiti previsti dalla Banca d'Italia. Alla luce di tale doverosa premessa, ben si comprende quanto sia sconsigliato l'utilizzo del prodotto bancario delle carte revolving che viene spesso, e in maniera troppo facile, offerto ai consumatori. La tecnica per la diffusione delle carte revolving, oltre alla classica spedizione della carta per posta, è quella di offrire il prodotto all'atto della sottoscrizione dei contratti di finanziamento al consumo (ad esempio con riferimento all'acquisto di elettrodomestici) oppure proporre la possibilità di fare gli acquisti più comuni con il “vantaggio” di poter dilazionare il pagamento in “comode” rate. In realtà, come si è visto, la dilazione non è affatto conveniente e annulla gli effetti delle offerte che comunemente troviamo negli acquisti di generi alimentari al dettaglio. Il proliferare dell'utilizzo di queste carte è figlio di una crisi che colpisce sempre più i cittadini. Spesso le famiglie, a cui difficilmente in assenza di adeguate garanzie vengono concessi finanziamenti "tradizionali", utilizzano questo sistema di credito per far fronte alle spese più comuni oppure come rimedio a situazioni di disoccupazione o di riduzione del reddito mensile. Le conseguenze sono spesso drammatiche e le famiglie si ritrovano ad accumulare debiti su debiti mettendo a rischio anni di sacrificio. Per capire quanto sia drammatica la situazione legata a questo atipico sistema di credito basti pensare che lo stesso Presidente della Bce Draghi, allora ancora Presidente della Banca d'Italia, lanciò l'allarme e invitò gli istituti bancari a limitare l'invio delle Carte revolving perché nel corso dei controlli svolti in sede di vigilanza furono rilevate “numerose anomalie”. In particolare si rilevò anche come fosse “anomalo” che la sottoscrizione dei contratti di “credito finalizzato” fosse demandata all'opera di commessi dei negozi e come tale procedura mascherasse in realtà un'offerta di finanziamento vero e proprio.