Lavanderie, capi danneggiati o smarriti, come tutelarsi?

di: Andrea Falchi - Adoc - 13.12.2012
 

Un settore dove è più alto il numero dei reclami dei consumatori riguarda la responsabilità delle lavanderie per il danneggiamento del capo o spesso per lo smarrimento.

Capita spesso che il titolare dell'attività attribuisca la responsabiltà per i danni al capo ad una mancanza di informazione presente sull'etichetta  che è ben ricordare, deve sempre riportare la corretta composizione e le istruzioni circa le modalità di lavaggio.

Pertanto quando vogliamo contestare un danno causato dal lavaggio,dovremmo prima accertare che l'etichetta rispetti i canoni di informazione e qualora ciò non accada, saremmo legittimati a richiedere il risarcimento presso il punto vendita di acquisto sempre che non siano già trascorsi due anni dall'acquisto.

Quando invece la responsabilità del danno è da attribuire a negligenza del lavaggio dovremmo contestare il vizio entro 8 giorni dalla sua scoperta e se sussistono, chiedere il risarcimento dei danni. L'azione per ottenere il risarcimento si prescrive invece in un anno.

Quando i danni sono visibile constestualmente al ritiro del capo dovrà invece essere nostra cura contestare gli stessi immediatamente, per evitare che l'artigiano - le lavanderie sono classificate come attività artigiane - ci contesti l'accettazione del capo così come è stato ritirato.

Tuttavia l'artigiano potrebbe contestare la presenza del vizio o l'incompletezza del lavaggio e minacciare di avvalersi del "diritti di ritenzione" ovvero, trattenere il capo se non si paga quanto dovuto per il lavaggio.

Ciò non esclude che potremmo agire in un secondo momento per la restituzione o il risarcimento.

Se poi l'artigiano ha utilizzato beni nuovi per eseguire l'opera è bene ricordare che il termine per contestare il vizio passa da 8 giorni a 2 mesi e e la garanzia si estende per due anni ( art. 128 del Codice del Consumatore).