La sigaretta elettronica tra innovazione e regolamentazione.

di: antonioarghittu - Federconsumatori - 03.02.2014
 
Brevettata dal 1963 dall'americano Herbert A. Gilbert, la sua invenzione fu attribuita al cinese Hon Lik che nel 2003 ne fece lo strumento innovativo che ha rivoluzionato il modo di fumare. La sigaretta elettronica, ormai il comune inalatore personale per la produzione di vapore miniaturizzato, generato da una cartuccia contenente una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, aromi naturali, e alimentato da una batteria, è un prodotto pubblicizzato dagli stessi produttori come un'alternativa al fumo. Tra gli utilizzatori c'è chi lo considera un'alternativa per smettere di fumare, ma c'è anche chi ne ha fatto una moda, quindi un'attrattiva per i più giovani non fumatori i quali si prestano all'uso dell'apparecchio talvolta sviluppando in loro dipendenza. In commercio si presenta infatti nei colori più svariati e nella vasta scelta delle essenze per soddisfare le esigenze di chi non ama il tabacco. I consumatori di e-cig sono già 400mila, secondo l'Associazione nazionale fumo elettronico, e più di 600 i negozi specializzati, con un giro d'affari di 100 milioni di euro a fine 2012. Ad oggi sono stati fatti svariati studi sulla sigaretta elettronica i quali si concentrano sugli effetti che essa provoca nel breve periodo, perciò non abbastanza attendibili, quanto quelli effettuati sul tabacco. Secondo uno studio realizzato dall'Università di Atene su 45 volontari le sigarette con nicotina danneggiano comunque i polmoni. Dopo aver svapato per dieci minuti, dicono i ricercatori greci, si registra un aumento immediato della resistenza delle vie aeree. Ciò che si evince dai diversi studi condotti a riguardo è che questi dispositivi sembrerebbero meno nocivi delle tradizionali sigarette se si considera il dispositivo senza nicotina, in quanto non contiene tabacco e non c’è combustione di carta e tabacco e quindi se si considera il prodotto che presenta le garanzie tecniche venduto solo in farmacia con il marchio CE. Da non escludere la possibilità che questo possa essere uno strumento utile per la terapia da disassuefazione dal fumo perché agisce essenzialmente sulla gestualità, elemento cardine della dipendenza psicologica dal fumo. Ciò che è scaturito dal consumo della e-cig è stata la necessità di porre in essere una regolamentazione chiara e precisa sul prodotto diretta a salvaguardare sia gli interessi generali dello Stato, che continuava a perdere grosse fette di gettito erariale, dei cittadini, che rischiavano di avvicinarsi ad un prodotto privo di qualsiasi controllo, dei tabaccai, che improvvisamente si sono trovati dinnanzi ad un prodotto concorrente che, non solo poteva essere venduto da tutti e senza alcun imposizione fiscale, ma la cui vendita, paradossalmente, era vietata in tabaccheria. Il Governo italiano ha così regolamentato la sigaretta elettronica nell'ambito dell'Art.11, comma 22, del decreto legge n. 76, pubblicato in data 28 giugno sulla Gazzetta Ufficiale, il quale prevede l’applicazione di un accisa pari al 58,5% sul dispositivo, sulle parti di ricambio dello stesso e anche sulle ricariche, una tassazione pari alle sigarette ed al tabacco trinciato e con decreto firmato il 16 novembre 2013 la commercializzazione del prodotto estesa ai tabaccai a partire dal 1 Gennaio 2014. Naturalmente diretta conseguenza della tassazione non è altro che una maggiorazione del prezzo finale d'acquisto in una percentuale che potrebbe raggiungere il 150%, gravando quasi interamente sul consumatore finale al quale in qualche modo verrebbe preclusa la possibilità del diritto alla salute, in quanto la sigaretta elettronica è riconosciuta come un valido strumento per la lotta alla dipendenza da tabacco.