Il sovraindebitamento dei consumatori

di: Emanuela.Filia - Federconsumatori - 08.02.2012
 

Il sovraindebitamento del consumatore è dovuto all’incapacità di adempiere ai debiti assunti oltre il limite delle proprie risorse economiche.
Debiti correlati all’ampia diffusione e accesso del credito al consumo.
Il decreto legge 22 dicembre 2011 introdotto nel nostro ordinamento è un nuovo strumento di composizione della crisi che riguarda anche i consumatori e gli imprenditori non soggetti alle procedure fallimentari.

L’obiettivo è di rimediare al crescente sovraindebitamento di consumatori e imprese, attraverso un accordo con i creditori per un piano di ristrutturazione dei debiti. Piano per agevolare il fallito, nella ripresa dell’attività economica, liberandolo dal peso dei debiti esistenti.

Il sovraindebitamento affligge moltissime famiglie e aziende italiane, trascinandole verso l’emarginazione sociale, causando collassi economici con la frequente impossibilità di soddisfare i creditori ma, soprattutto, con il ricorso al mercato dell’usura e al crimine organizzato.

Il piano prevede i termini e le modalità di pagamento dei creditori, le garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni. Si affida il patrimonio del debitore a un fiduciario per la liquidazione, la custodia e distribuzione del ricavato ai creditori.

La proposta di accordo sul sovraindebitamento è depositata presso il tribunale del luogo ove il debitore ha la residenza.
Con la proposta viene depositato anche l’elenco di tutti i creditori con l’indicazione delle somme dovute, dei beni e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni. I creditori, al fine di raggiungere l’accordo, fanno pervenire all’organismo di composizione della crisi una dichiarazione sottoscritta con il proprio consenso. E’ necessario che l’accordo sia raggiunto con i creditori che rappresentano il cinquanta per cento dei crediti per il consumatore ed almeno il settanta per cento dei crediti per l’imprenditore.

Un ruolo fondamentale è assegnato agli organismi di composizione della crisi i quali sono iscritti in un apposito albo tenuto dal Ministero della Giustizia, ad esso hanno diritto di iscrizione organismi di mediazione costituiti dalle CCIAA, dagli Ordini degli avvocati, dei commercialisti e esperti contabili nonché dei notai.

Fonte: Camera dei deputati