Il gratuito patrocinio per i non abbienti

di: Emanuela.Filia - Federconsumatori - 17.05.2012
 

L’istituto del “gratuito patrocinio” o “patrocinio a spese dello Stato”, per la difesa del cittadino non abbiente, comporta un’assistenza giudiziaria con l’esenzione dal pagamento di alcune spese quali le "spese prenotate a debito dello Stato" e le anticipazioni di altre da parte dello Stato.
Il patrocinio a spese dello Stato si può ottenere per qualsiasi tipo di controversia civile e per gli affari di volontaria giurisdizione. Sono escluse dall’ammissione al patrocinio le cause per cessioni di crediti e ragioni altrui, salvo che la cessione sia stata effettuata in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.
Per essere ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato la condizione necessaria e preliminare è l’essere titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta generale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16.
Nel computo del reddito, al fine di verificare l'appartenenza allo scaglione indicato, confluiscono tutte le forme e le fonti di sostentamento dell’interessato, nonché i redditi dei familiari conviventi con colui che intenda essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato salvo che non si tratti di vertenza nei confronti di uno di essi.
Per effetto dell’ammissione al patrocinio, non vengono corrisposti dall’interessato il contributo unificato, le spese per le notifiche a richiesta d’ufficio, alcune imposte quali quella di registro, ipotecaria e catastale e i diritti di copia.
Le spese che vengono anticipate dallo Stato comprendono gli onorari, le spese di viaggio e pubblicità legale dei provvedimenti, le spese per le notifiche a richiesta d’ufficio e le indennità dovute al difensore ed ai magistarti nonchè ai testimoni ed altre figure coinvolte nel processo.
Il patrocinio nei procedimenti civili e nei procedimenti di volontaria giurisdizione (ad esempio separazione personale, affidamento prole, provvedimenti in materia di potestà genitoriale, ricorso per nomina amministratore di sostegno), è assicurato per la difesa del cittadino non abbiente quando le sue ragioni siano fondate.
In caso di dichiarazioni false o non veritiere, il richiedente è esposto a gravi responsabilità penali, sanzionate con la reclusione (da uno a sei anni e otto mesi) e con multa da Euro 309,87 a Euro1.549,37.
Il trattamento previsto per il cittadino italiano è assicurato anche allo straniero e all’apolide regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare, nonché ad enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.
L’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nella materia civile, amministrativa, tributaria, contabile e di volontaria giurisdizione, si presenta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati territorialmente competente, personalmente o tramite invio di raccomandata con avviso di ricevimento. Accertata la sussistenza dei requisiti del reddito e della non manifesta infondatezza della pretesa che si intende far valere in giudizio, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della domanda, il Consiglio competente decide sull'istanza, dandone contestuale comunicazione al destinatario e all'Agenzia delle Entrate, per gli accertamenti e i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate dall'ammesso al beneficio.
Il cittadino designa liberamente e discrezionalmente il proprio difensore, scegliendolo nell'ambito di un elenco ad hoc, custodito presso il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati territoriale, nel quale sono iscritti gli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

Fonte: Ministero della Giustizia