I trucchi dei prodotti light

di: monica marras - Adoc - 31.03.2011
 

I prodotti light costano più o assai più dei prodotti normali, per il semplice motivo che il consumatore è disposto a pagarli di più, anche se ha un’idea vaga di come sono ottenuti. La verità è molto semplice, vengono tolti ingredienti costosi e sostituiti con altri meno costosi e calorici, spesso con l’acqua o addirittura con l’aria, che hanno un costo zero e zero calorie. Quindi al produttore costano di meno, ma ciò è vero solo in parte, perché deve allestire una linea di produzione speciale per il consumatore pigro che potrebbe spendere di meno comprando prodotti normali e consumandone un po’ di meno. L’Unione Nazionale Consumatori ha raccolto alcuni esempi delle modalità con le quali si fabbricano i prodotti light.
Maionese light. Uno dei componenti base è l’olio, che dà ben 9 calorie per grammo e costa. Quindi si toglie buona parte dell’olio e si sostituisce con l’acqua, che non dà Calorie e costa zero. Siccome è più del 5 per cento, per legge deve essere dichiarata nell’elenco degli ingredienti e ciascuno se ne può accorgere.
Zucchero light. Praticamente si vende aria al posto dello zucchero, le cui particelle sono “alveolari” perché impregnate di aria, che non deve essere dichiarata nell’elenco degli ingredienti. Però, siccome c’è l’aria, un cucchiaino di zucchero light pesa meno di uno di zucchero normale, quindi dolcifica di meno e il caffè, ad esempio, risulterà più amaro. Tanto vale metterci meno zucchero normale, il cui prezzo è notevolmente inferiore.
Bibite light. Al posto dello zucchero vi sono gli edulcoranti artificiali come saccarina, ciclammati, acisulfame, eccetera, il cui costo industriale è tre volte inferiore a quello dello zucchero normale in rapporto alla dose impiegata. Però le bibite light costano di più.
Cioccolato light. Si toglie il burro di cacao, componente costoso e calorico, con il quale si fa poi la cioccolata bianca, con doppio guadagno del produttore. Il cioccolato diventa però meno saporito.
Marmellata light. Non c’è lo zucchero o ce n’è di meno. Tutto qui. Mancando lo zucchero, che è batteriostatico, occorrono i conservanti.
Formaggi light. Si toglie gran parte del grasso e si sostituisce con l’acqua. Per trattenerla bisogna aggiungere però additivi come gli ortofosfati e i polifosfati. Nei prodotti qualitativi il grasso tolto viene sostituito con proteine del latte, che danno la metà delle calorie.
Burro light. Il produttore toglie metà della crema di latte, con la quale fa poi la panna, guadagnandoci e sostituendola con l’acqua. Per legare quest’ultima al grasso del latte residuo occorrono gli emulsionanti.
Margarina light. Viene ugualmente tolto metà del grasso vegetale, che dà 9 Calorie per grammo, e sostituito con l’acqua, sempre usando gli emulsionanti per legare.
Mozzarella light. Viene semplicemente ottenuta da latte scremato.
Biscotti e dolciumi light. Vi sono diversi modi. Generalmente si tolgono ingredienti costosi come uova, burro, cacao, eccetera, oppure si diminuisce (o sostituisce) lo zucchero. In altri casi si sostituisce in parte la farina di frumento con la crusca, oppure si impiegano meno grassi vegetali. In ogni caso il produttore risparmia.(blogconsumatori)