I segreti della tariffa bioraria

di: Emanuela.Filia - Federconsumatori - 17.04.2012
 

Dalla seconda metà del 2010 con l’ingresso della “tariffa bioraria” dell’energia elettrica le attività che richiedono l’utilizzo degli elettrodomestici, ad alto consumo energetico, quali lavatrici, lavastoviglie, ferri da stiro, scaldabagno ecc. venivano svolte in prevalenza dopo le sette di sera o prima delle otto del mattino per avere un maggior risparmio.
Dopo solo due anni pare che questo risparmio possa svanire nel nulla. Tutto ciò è dovuto per merito o a causa dell'irruzione sul mercato elettrico delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico. Quando gli impianti delle energie rinnovabili vanno a pieno regime, in particolare durante le ore diurne e quindi di “picco”, hanno diritto di precedenza su tutte le altre fonti di energia. La conseguenza è che il parco delle centrali elettriche è stato via via confinato in orari periferici, e si attiva con minor frequenza. Quando il sole tramonta, però, si assiste a un evento particolare, non solo vengono a mancare quasi d'improvviso le forniture di energia rinnovabile, ma il sistema deve anche affrontare l'innalzamento serale dei consumi, un carico di energia inferiore a quella della mattina presto e con costi elevati per la manutenzione degli impianti.
Il risultato è che nelle ore di maggior produzione fotovoltaica dalle ore 7 alle ore 16, l'incremento di prezzo è rimasto contenuto mentre nelle altre ore è cresciuto e addirittura nelle ore notturne si è pagato di più rispetto al consumo delle ore diurne. Questo perché, utilizzando durante le ore di luce le energie rinnovabili, durante le ore notturne si consuma meno energia elettrica. Poiché alle aziende non conviene, si sta valutando l’ipotesi di aumentare il costo proprio nelle ore serali. La questione è molto delicata ed è necessario tutelare i consumatori che potrebbero essere disorientati da tutti questi cambiamenti.

Fonte: Corriere della sera