Garante privacy interviene sui siti di ricerca lavoro

di: Viviana.Frau - Adiconsum - 03.02.2014
 

Il Garante della Privacy è intervenuto sulla tutela dei dati personali di coloro che cercano lavoro su internet.

 

Sono sempre più numerosi i portali e siti dedicati agli annunci di lavoro. Da semplici bacheche in cui pubblicare la propria offerta o domanda a siti che propongono un vero e proprio servizio di intermediazione, si trovano molto spesso a gestire un'enorme mole di  dati personali degli aspiranti lavoratori.

 

Proprio per garantire la tutela di tali dati, il Garante della Privacy è recentemente intervenuto nei confronti della Impiego24.it S.r.l. con il provvedimento 547 del 5 dicembre 2013.

Alla società è stato per ora vietato l’utilizzo dei dati personali di circa 420 mila utenti registrati in quanto raccolti e gestiti in modo illecito. Rischia inoltre di incorrere in ulteriori sanzioni amministrative.

 

Il Garante ha appurato che Impiego24.it svolgeva attività di intermediazione in violazione della legge, in quanto era sprovvista della necessaria autorizzazione ministeriale e non aveva conferito i dati relativi ai candidati a Cliclavoro (il portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che sostituisce la Borsa continua nazionale del lavoro).  E’ risultato inoltre che la società pubblicava offerte di lavoro in forma anonima (senza indicazione del datore di lavoro) prassi contraria alla legge, come previsto dal Decreto Legislativo 276/2003.

 

Tra i fatti contestati, inoltre, la modalità di acquisizione del consenso al trattamento dei dati personali. Per  completare la registrazione al sito e poter quindi accedere ai servizi, il candidato era obbligato a dare il consenso alla ricezione di informazioni promozionali  da parte della società e di terzi. Consenso pertanto necessitato e non libero come previsto dall’art. 23 comma 3 del Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo 196/2003). In proposito il Garante della Privacy ha ricordato quando espresso in precedenti provvedimenti: non è corretta la predisposizione di modelli di raccolta dati in cui la casella di acquisizione del consenso (c.d. check-box) risulta precompilata con l’apposito simbolo di spunta (c.d. flag).

 

L’intervento del Garante è stato possibile grazie alle segnalazioni di numerosi candidati che avevano riscontrato irregolarità nell’utilizzo del sito.

Internet rappresenta una buona opportunità per l’incontro di domanda e offerta di lavoro. Consigliamo però di prestare la massima attenzione ai siti e portali cui ci si rivolge verificando se sono provvisti delle necessarie autorizzazioni e privilegiando, quando possibile,  quelli istituzionali.

 

In caso di dubbi sulla serietà di un sito di annunci o se riscontrate irregolarità o violazioni, potete rivolgervi alle associazioni di tutela di consumatori che sapranno fornirvi assistenza e segnaleranno eventuali illeciti e pratiche scorrette alle autorità competenti.

Per un approfondimento sulle truffe e i raggiri che riguardano le offerte di lavoro e come difendersi è possibile consultare e scaricare la guida Lavoro Sicuro.