Carte revolving. L'Antitrust sanziona AGOS S.P.A.

di: Milena.Manunta - Adiconsum - 08.07.2010
 

Con provvedimento n. 19761  del 16/04/2009, pubblicato sul bollettino 15/2009 del 04/05/2009 (reperibile nel sito dell’AGCM), l’Antitrust applica la sanzione per complessivi € 520.000 alla società AGOS SpA. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione inviata da ADICONSUM relativamente all'acquisto di un televisore effettuato da un consumatore presso un punto vendita Trony .

Il fatto: all'atto dell'acquisto il consumatore aveva sottoscritto finanziamento a tasso zero con la Agos, senza avvedersi (e soprattutto senza che l’operatore della Trony lo informasse) del fatto che contestualmente veniva richiesta ed immediatamente attivata una carta di credito revolving sulla quale veniva addebitato l'importo del finanziamento (c.d. instant credit ), con aggravio di spese e soprattutto ricorrendo ad una pratica non trasparente, contraria ai generali doveri di diligenza, correttezza e buona fede.
 
Il provvedimento dell'Antitrust fà riferimento anche ad altre segnalazioni giunte in proprio da vari consumatori e riguardanti anche acquisti presso i punti vendita Euronics.

Per l’ADICONSUM si tratta di risultato positivo da segnalare, un provvedimento che va nella direzione di reprimere comportamenti non trasparenti e scorretti in un settore, quello del credito al consumo, e nel caso in questione la prassi molto diffusa di collegare l’acquisto di un bene alla concessione di un prestito al consumo al quale a sua volta sono collegate carte revolving, adesione ad una assicurazione vita-infortuni e carte mailing.
Operazione che vede il consumatore spesso inconsapevole dell'effettivo oggetto del contratto,  in una situazione di asimmetria informativa in cui le informazioni omesse, incomplete, inesatte ed ambigue sono idonee a falsare in misura apprezzabile il suo comportamento, come rilevato dalla stessa Autorità. 

Ecco il passaggio conclusivo di un provvedimento molto articolato:
….In particolare, quanto alla contrarietà alla diligenza professionale, con riguardo alla pratica nel suo complesso, non si riscontra, da parte dei professionisti coinvolti, “il normale grado della specifica competenza ed attenzione” che ragionevolmente ci si può attendere nei rispettivi settori di attività, con riferimento alla commercializzazione di prodotti bancari. Con particolare riferimento alle società convenzionate, infatti, la violazione della diligenza professionale appare acclarata dalla piena consapevolezza del tipo di prodotti bancari che queste sono chiamate a proporre ai propri clienti.
Rispetto al settore di riferimento, peraltro, la valutazione della completezza e chiarezza delle informazioni fornite alla clientela si presenta particolarmente rigorosa in considerazione dell’asimmetria informativa tra operatori economici e consumatori da ricondurre alla complessità della materia e alla scarsa conoscenza del pubblico rispetto ad un servizio cui non si ricorre con frequenza.
Per quanto attiene, inoltre, all’idoneità delle pratiche a falsare in misura apprezzabile le scelte dei consumatori, si osserva che le omissioni informative e le informazioni inesatte, incomplete, ambigue e intempestive che vengono fornite alla clientela riguardano la natura delle operazioni finanziarie e le obbligazioni assunte dai consumatori che sottoscrivano una richiesta di finanziamento, nonché le relative condizioni economiche di fruizione, la cui conoscenza è imprescindibile ai fini dell'adozione di una decisione commerciale consapevole, costituendo, in tal modo, parametri fondamentali cui fanno riferimento i consumatori, allorché compiono proprie valutazioni sull'opportunità di acquistare o meno un prodotto o un servizio….