Carte di fedeltà e telemarketing: Come tutelarsi

di: laura.mereu - Federconsumatori - 27.11.2013
 
Le fidelity card e i programmi di fidelizzazione costituiscono un fenomeno dilagante, che coinvolge una fascia di popolazione sempre più ampia, presente nei più svariati settori. Tra questi, in particolare: nella telefonia, nei servizi di trasporti e di noleggio, ma soprattutto nel settore delle grandi catene di negozi e supermercati. Tramite le carte di fidelizzazione il cliente puó 'avvantaggiarsi' e usufruire di una serie di sconti, bonus, premi e priorità valutati in base al volume della spesa realizzato e al totale dei punti accumulati. Il rilascio della fidelity card avviene a seguito della compilazione di un questionario da parte dell'utente, che autorizza l'utilizzo e il trattamento dei dati personali. Molto spesso,accanto ai semplici dati anagrafici vengono richieste ulteriori informazioni,riguardanti:il titolo di studio,la professione, i propri hobbies, interessi, adesione ai partiti. Informazioni che consentono di tracciare dei “profili” individuali e monitorare i comportamenti dei singoli che vengono profilati anche all'interno di specifiche banche dati centrali o locali e fatti oggetto di confronto con altri clienti, senza che l'utente abbia una minima consapevolezza, non avendo ricevuto un'adeguata informativa. Trattamento illecito, rispetto al fine ultimo legato alla sottoscrizione della fidelity card. A seguito di innumerevoli solleciti,reclami e segnalazioni,in ordine al trattamento dei dati raccolti con le tessere di fidelizzazione l'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ( composta da Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) è intervenuta con un provvedimento generale del 24 febbraio 2005, teso a regolamentare e porre i giusti argini ai programmi di fidelizzazione e soprattutto a fornire ai sottoscrittori le misure necessarie per tutelarsi. Provvedimento che interessa in particolare le grandi distribuzioni. Il primo obbligo, per chi rilascia carte di fedeltà è quello di informare in maniera chiara e completa i clienti, sull'uso che verrà fatto dei dati che li riguardano, tenendo conto delle diverse finalità perseguite. Il trattamento deve avvenire nel rispetto dei criteri di necessità, correttezza, liceità e proporzionalità inoltre le aziende devono limitare l'utilizzo dei soli dati pertinenti al programma di fidelizzazione. In particolare il Garante ha individuato 3 principali finalità per l'utilizzo dei dati personali: - la fidelizzazione in senso stretto, ovvero l’attribuzione di vantaggi connessi alla carta; - la profilazione, ossia la creazione di profili mediante l’analisi di abitudini e di scelte di consumo del cliente; - il marketing diretto, inteso come l’invio di materiale pubblicitario o di comunicazioni commerciali. Per quanto riguarda la pratica di fidelizzazione, il trattamento deve essere circoscritto ai soli e esclusivi dati anagrafici. Per l'attività di profilazione è necessario il consenso dell'interessato per il trattamento delle informazioni relative agli acquisti effettuati, che non può essere esteso all'utilizzo dei dati sensibili, in particolare dello stato di salute. Mentre per il marketing possono essere richiesti i soli dati sufficienti all'invio del materiale pubblicitario. In merito al periodo di conservazione dei dati personali dei clienti,in riferimento agli acquisti posti in essere, l'Autorità ha stabilito che per quanto riguarda la profilazione il tempo trascorso non può superare un anno, mentre in riferimento ai dati raccolti a fini di marketing non si possono oltrepassare i due anni. Quindi le "carte di fedeltà" devono essere rilasciate anche qualora il consumatore non voglia acconsentire ad eventuali iniziative di profilazione o di marketing. Qualunque violazione deve essere prontamente segnalata al Garante della Privacy.