Canone Rai...le continue richieste di pagamento

di: Milena.Manunta - Adiconsum - 17.05.2010
 

Nessun risarcimento se la Rai ti assilla con la richiesta di pagare il canone Rai, malgrado tu l'abbia già fatto. Viale Mazzini puo' tempestare di lettere i cittadini per invitarli a regolarizzare la loro posizione in materia di canone Rai. La tempesta di missive, infatti, dice la Cassazione, rientra in quella serie di ''disagi, fastidi'' che sicuramente determinano disappunto e ansia nel cittadino ma che non possono essere risarciti. In questo modo la terza sezione civile, con la sentenza 12885 del maggio 2009, ha accolto il ricorso della Rai contro la decisione del giudice di pace di Amantea che, nel gennaio 2006, aveva imposto a Viale Mazzini di risarcire una signora con 100 euro a titolo di danno esistenziale causato dall'invio, da parte di Viale Mazzini, di 3 lettere (nei mesi di luglio 2001, luglio 2002 e settembre 2005) con le quali la Rai comunicava alla signora che il suo nominativo non figurava negli elenchi degli abbonati e la invitata a regolarizzare la propria posizione onde evitare le sanzioni tributarie.
Contro questa decisione la Rai ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le lettere di richiamo sono state inviate per richiamare gli utenti in possesso di tv a pagare il canone. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha evidenziato che il subbissare i cittadini di lettere non costituisce un'ingiustizia costituzionalmente qualificata e tanto meno si verte in un'ipotesi di danno patrimoniale.